Jagoda Savic/Senzor.ba
Il 3 gennaio 2025 ho pubblicato un articolo su una bambina peruviana, Cataleya, scomparsa a Firenze alle tre del pomeriggio. Tra le altre cose, nel testo avevo inserito la seguente frase riguardante Katherine Alvarez, la madre della ragazza scomparsa. Questa frase è in realtà la base per scrivere il mio testo odierno: “L'incredulità e la mancata accettazione della perdita, o forse un terzo fattore, sono ancora così forti in lei e di conseguenza sul suo viso non si vede che abbia vissuto alcuna ferita traumatica, oppure che il processo di lutto (reazione affettiva alla perdita) si era completato”.
Nuovi passi della Procura:
Prima di analizzare più da vicino le reazioni della madre, vorrei ricordarvi che l'analisi del DNA dell'orsacchiotto non ha dato i risultati attesi. Poi, il 25 febbraio 2025, lo zio di Kataleya, Abel Argenis Alvarez Vasquez, e lo zio Marlon Chicclo furono convocati presso la Procura per essere interrogati. Abel è stato interrogato personalmente dal procuratore capo Filippo Spezia, mentre Marlon e la moglie di Abel sono stati interrogati dal Christine Von Borries , il procuratore che conduceva l’indagine. Marlon, il fratello minore del padre, ha dichiarato di aver lanciato una lattina di Coca-Cola dalla terrazza su un materasso in giardino e che quella è stata l'ultima volta che l'ha vista. Marlon ha anche affermato di averla vista l'ultima volta intorno alle 13:30 di quel giorno. Abel ha raccontato che Kataleya stava giocando nella stanza dello zio Marlon e che si è allarmato solo quando la mamma è tornata dal lavoro e si è accorta della sua scomparsa. Voglio dire, l'unica cosa certa di questa scomparsa è che entrambi i zii , ai quali la madre affido’ la bambina quel giorno, l’avevano lasciata incustodita. Considerando che l'hotel in cui vivevano era pieno di criminali, il loro comportamento può essere considerato come stremamente irresponsabile.
Il divario da colmare è dalle 15:11, quando la telecamera di sorveglianza ha ripreso Kataleya mentre scendeva dalle scale esterne e alle 14:45 quando la mamma tornava dal lavoro. Nonostante ci fossero numerose telecamere in quella strada, nessuna di esse ha ripreso la persona che portava Kataleya fuori. Le riprese della telecamera di sorveglianza di via Boccherini hanno mostrato Kataleya salire e scendere nel cortile alle 15:13 e da allora non si è più avuta traccia di lei. L'ipotesi più probabile è che qualcuno abbia portato Kataleya all'uscita sul retro, dove non c'era videosorveglianza. Quella stessa sera, anche la mamma di Kataleya venne convocata nell'ufficio del procuratore, ma si fece attenzione a non farle incontrare Marlon e Abel.
Il giorno dopo, in un'intervista esclusiva alla TV “Italia 7”, la madre ha dichiarato di essere contenta di aver finalmente parlato con il procuratore capo e che la Procura le aveva promesso che le indagini sarebbero state intensificate. Questo incontro tra il procuratore capo e la mamma Katherine Alvarez è stato il motivo per cui Alessandro Maiorano, l'uomo che si era impegnato più di qualsiasi altra persona per attivare le ricerche su Kataleya e per continuarle, ha detto: “Da un anno dico che una mano amica le ha preso la mano e solo ora la Procura ha iniziato a seguire le mie indicazioni. Penso che la ragazza sia stata rapita da un amico di un rumeno che nessuno vuole identificare. Si è visto che è stata seguita nel corridoio dell'hotel da due uomini che sono riuscito a identificare, uno dei quali vende auto usate e l'altro si occupa di tutela delle persone buttate in strada cercandoli alloggi di emergenza. La Procura di Firenze ha proseguito le indagini prendendo di mira le persone entrate in stretto contatto con Cataleya. Come scrive l'Adnkronos, la Procura ha nuovamente convocato per interrogatorio Carlos De La Colina, peruviano considerato il leader degli affittuari sudamericani dell'ex albergo. Attualmente è in carcere con l'accusa di associazione a delinquere ai danni degli inquilini dell'Astor Hotel. La Procura di Firenze ha disposto anche una nuova ispezione nell'ex albergo di via Maragliano.
Cronologia di alcuni eventi:
La cronologia di alcuni eventi rilevanti mostra grandi oscillazioni nel comportamento di mamma Catherine:
1.) Il 2 novembre 2023, i genitori di Kataleya hanno inviato un appello scritto a Papa Francesco con una disperata richiesta di aiuto per ritrovare la figlia e per “abbattere il muro di omertà che ci avvolge”.
2.) Il 10 novembre 2023, mamma Katherine è stata portata all'ospedale di Careggi dopo aver ingerito la candeggina. Questo è il secondo tentativo di suicidio da parte della mamma di Kataleya. Nel testo non viene specificato quanta candeggina abbia bevuto e che tipo di candeggina abbia utilizzato, poiché esistono vari tipi di questo prodotto. Solo con queste due informazioni verificate si potesse concludere se la madre avesse avuto l'idea di manipolare circostante o se si trovasse in una grave crisi psicologica. Nello specifico, la candeggina italiana per tessuti delicati come lana e seta contiene perossido di idrogeno, acido citrico e acqua distillata e può rimuovere il colore dal tessuto ma non uccidere le persone, altretanto la candegina "delicata", che contiene anche tensioattivi ed enzimi. La candeggina classica, detta anche varichina, contiene ipoclorito di sodio e carbonato di sodio oppure solfato di sodio. Le sue sostanze possono danneggiare gravemente la salute, ma difficilmente possono causare la morte. Una persona che davvero volesse suicidarsi, userebbe i prodotti col azione chimica più distruttiva o i mezzi molto più letali. Anche il padre di Kataleya ha tentato il suicidio mentre era in prigione, dove stava scontando la pena.
3.) Il 19 novembre 2023, la mamma Katherine si recò alla discoteca "Tenax", un locale in Via Pratese a Firenze. La mamma Katherine sta forse cercando di alleviare il dolore per la scomparsa della figlia andando in discoteca alla sera? Innanzitutto, per affrontare il dolore vero servono solitudine e silenzio, e una discoteca non è certamente il luogo più adatto per elaborare il lutto. Poi’, io posso anche essere il sostenitore dei valori tradizionali della famiglia, ma secondo me una donna sposata il cui marito è in prigione dovrebbe o rispettare il suo matrimonio e il marito, chiunque egli sia, e non uscire per feste serali oppure divorziare da lui. Il terzo, durante la sua permanenza nel night club, mamma Katherine è stata oggetto di gravi minacce e aggressioni, sia fisiche che verbali, da parte di alcuni suoi connazionali. A questo punto vorrei porre la domanda: perché mamma Katherine non se n'è andata quando hanno iniziato ad attaccarla? Perché non è scappata da quella situazione spiacevole? Perché ha sopportato quegli attacchi?
Il quarto, dopo queste aggressioni, scoppiò uno scontro fisico in discoteca tra la mamma di Kataleya e una delle sue connazionali, a causa di alcuni vecchi conti irrisolti. La ragazza, ventunenne, ha dichiarato che Katherine prima le ha tirato i capelli nel toilette e poi ha tirato fuori dalla tasca un oggetto appuntito e l'ha pugnalata più volte al viso e alla testa. Non è stato possibile stabilire se sia stato utilizzato un coltello, delle forbici o qualcos'altro perché la polizia non ha ancora trovato l'arma del delitto. Il referto medico ha accertato che la ragazza aveva cinque ferite al volto, tra la guancia e la sommità della testa, con lacerazioni e contusioni, suturate con 18 punti di sutura. Mamma Katherine ha affermato di aver agito per legittima difesa: "Mi ha aggredita e io mi sono difesa", ammettendo così di aver preso parte all'aggressione e non ha menzionato alcuna terza parte, confermando così indirettamente l'origine delle ferite. L'avvocato della mamma Katherine, Sharon Matteoni, "ha respinto le accuse ingiustamente rivoltele e ha sottolineato che la sua cliente non possedeva alcun oggetto che potesse causare danni, tanto meno un coltello". Tuttavia, l'avvocato non ha risposto alla domanda sul perché al conflitto verbale la risposta della mamma sia stata violenta?
4.) Il 18 gennaio 2024 mamma Catherine non si presentò al convegno presso la Biblioteca Salvimini di Firenze organizzato in occasione della scomparsa della sua figlia. Alla conferenza ha partecipato Alessandro Maiorano, ex dipendente del comune di Firenze, colui che ha maggiormente contribuito a portare l'attenzione mediatica sulla scomparsa di Cataleya e sui progressi nell'accertamento dei fatti. Poi, l'altro partecipante era professore e avvocato Carlo Taormina, con sua famosa padronanza del procedimento penale, e bravissimo investigatore privato Walter Piazza. Il giorno dopo la conferenza, la madre è andata in onda su RAI, Canale 5 e Italia 7 dicendo che sperava che chiunque l'avesse rapita svegliasse la sua coscienza e la restituisse.
5.) Il 19 marzo 2025, la mamma Katherine interruppe i contatti con Alessandro Maiorano tramite WhatsApp. L'interruzione dei contatti si è verificata dopo che il procuratore capo di Firenze ha interrogato la madre presso la Procura. Si potrebbe quindi pensare che il procuratore abbia preteso che la madre smettesse di contattare Maiorano, Taormina e Piazza perché forse lo infastidiva il fatto che tutti e tre conducevano un'indagine parallela. Alle volte, la vanità dei procuratori è sproporzionata rispetto alla loro incapacità professionale. Tuttavia, Maiorano aveva i sospetti che mamma Katherine aveva stabilito una relazione “morbosa” con una donna e che quella donna si mise in mezzo a loro fin dall'inizio. Quindi, non si può escludere nemmeno la sua influenza sulla decisione di mamma Catherine a rompere con Maiorano. Solo una volta mamma Katherine sbloccò Maiorano per opporsi a una delle sue dichiarazioni pubbliche. Maiorano affermò che si trattava d’un sequestro anomalo e la mamma Katherine gli chiese: “Come osi dire queste cose?!”
Supporto a distanza:
Tentare il suicidio è un atto autodistruttivo. Pugnalare un'altra persona con un oggetto affilato è un atto eterodistruttivo. Anche interrompere i contatti con le persone che l'hanno aiutata di più è un atto autodistruttivo. Ovviamente, la mamma Katherine ha bisogno di tenere sotto controllo i suoi impulsi interiori completamente contraddittori, cioe’ l'autodistruzione e l'eteroaggressività, da sola o con l'aiuto di un professionista.
Ora vedremo chi è questa donna che ha costruito la relazione stretta con la mamma Catherine. Sta donna è arrivata in Italia dall'Argentina e vive a Milano. Lei “veglia” su di mamma Catherine a una distanza di 320 chilometri, da Milano a Firenze, e la sua veglia si svolge in modo tale che a Catherine non sia consentito fare nulla senza il suo consenso e la sua approvazione. Non vi è alcuna indicazione valida e visibile che questa donna argentina la stia aiutando in qualche modo per superare detto disturbo interiore, ma sembrerebbe piuttosto che tratti mamma Katherine come una tutrice che controlla completamente i suoi pensieri e il suo comportamento, sebbene non vi sia alcuna base per tale relazione. Questa donna si chiama Stefania Sartorini e sostiene di essere una criminologa.
Tuttavia, quando le ho chiesto via email dove avesse completato gli studi in criminologia e si fosse laureata, Stefania si è rifiutata di rispondere. Io sono una persona che funziona con “evidence- based” linee guida e, per credere in qualcosa, ho bisogno di informazioni concrete che, se possibile, verificherei personalmente. Invece di rispondere, Sartorini mi chiese come avevo avuto il suo numero di cellulare. A differenza sua, il mio numero di telefono è disponibile e almeno metà del Paese lo abbia gia’, perché aiuto da anni all persone indifese e tramite il mio cellulare tutti sono in grado di trovarmi. Nonostante ciò, la Sartorini mi ha lasciato un indirizzo email al quale ho potuto rivolgerle altre domande. Ho scritto esplicitamente: “Ho bisogno di informazioni su dove sei nata e cresciuta, quanti anni hai, da quanto tempo lavori, in quali precedenti attività sei stata coinvolta come criminologa, se hai avuto casi significativi, se hai pubblicato libri, ecc. in modo che io possa presentarti. Alla piccola Kataleya si riferiscono le mie domande quando hai scoperto il caso, in quali circostanze, qual è la tua opinione sui rapitori e chi potrebbero essere.”
Per quanto riguarda i miei riferimenti, quando un italiano mi chiede chi sono e cosa faccio, più spesso
menziono due servizi che ho fatto per la famosissima trasmissione televisiva “Chi l'ha visto” nel 2005 e nel 2018. Quando i curiosi sentono queste due informazioni, di solito li bastano e smettano di chiedermi altro. Quindi non capisco perché non sarebbe possibile sapere se questa Sartorini abbia almeno la laurea? E se sì, dove l'ha preso? Perché evita di presentarsi in modo appropriato academico se non ha nulla da nascondere?
Ogni persona ferita ha il diritto di scegliere chi la aiuterà e chi la rappresenterà, e nessuno può negare questo diritto. Però, può succedere che una persona, costretta a fare la scelta, a causa di autoinganni cognitivi non sia in grado di vedere oggettivamente la situazione in cui si trova e faccia la scelta sbagliata. Non riesco a capire perché qualcuno, tra una criminologa anonima come la Sartorini e un guirista di grosso calibro come Carlo Taormina, scelga una persona insignificante e senza esperienza lavorativa . Secondo, tra Maiorano, che si è lanciato nella ricerca di Kataleya con il cuore, e la mancanza di reazioni emotive nei confronti dell’accaduto viste alla mamma Katherine, non sceglie il cuore del prossimo, ma la sua stessa privazione affettiva. Ho esaminato tutti i filmati televisivi e tutte le fotografie a mia disposizione e in nessuno di essi ho visto forti espressioni materne di dolore, sofferenza, tristezza o delusione, ma solo un'espressione facciale che sembrava non essere stata toccata dalla tragedia. Questa mancanza di emozioni era così evidente che a un certo punto mi sono chiesta se la mamma volesse davvero ritrovare sua figlia oppure no.
Poi’, la mamma Katherine ha dimostrato di essere ingrata nei confronti delle tre persone che hanno investito la loro anima, la loro conoscenza di materia, il loro tempo e il loro denaro nella ricerca di sua figlia. Furono le uniche persone in Italia che le dimostrarono di volerla sinceramente aiutare e che le fornirono dei risultati concreti. Voltare loro le spalle senza motivo e senza spiegazioni e’ la scelta’ morale che scopre il suo vero carattere. Dall'altra parte c'è Stefania Sartorini, che ha praticamente rubato tutto il risultato precedente del trio Majorano-Taormina-Piazza e si è introdotta in uno spazio già ampiamente trattato dai media per proseguire il percorso investigativo che prima di lei era quasi finito. Nel suo caso, stiamo parlando di ragionamento morale, perché bisogna avere la faccia di prendere il posto di qualcun altro. L'anno scorso quando si parlava della possibilità che il prof. Taormina prendesse il caso della piccola Kataleya, Maiorano era contrario. Lui pensava che l'indagine dovesse essere condotta nella zona della città di Firenze, e la Sartorini viveva a Milano. Poi’, lei si lamentava del fatto che la mamma Katherine non le aveva nemmeno pagato il biglietto del treno da Milano a Firenze. Oltretutto, a Maiorano in qualche modo sembrava che la Sartorini non fosse all'altezza del suo compito.
“Lupo”:
Un'amica della piccola Kataleya disse alla madre: “Il lupo se l'è portata via”. Quella bambina potrebbe aver visto il “lupo” che l'ha fatta uscire dall’albergo, e non è escluso che qualcuno si sia travestito da lupo e l'abbia condotta fuori dall'hotel attraverso il gioco di Cappucetto rosso, adatto all'età della bambina. Tale variante sarebbe assolutamente fattibile e si baserebbe sull'intenzione premeditata. Alessandro Maiorano pensa che Cataleya sia ancora viva e che soggiorna all'estero, mentre l'investigatore privato Piazza pensa che si trovi a un centinaio di chilometri da Firenze e che non sia stata portata all'estero. Poiché la testa del rapitore non si vedeva da nessuna parte, Piazza pensa che il rapitore sia una persona molto astuta. Per trovare Kataleya, ovviamente, ci vuole qualcuno più astuto del rapitore. In ogni caso, Maiorano e Taormina stano preparando la documentazione raccolta da loro per consegnarla alla Procura di Firenze e noi continueremo a seguire questo insolito caso.